pink & geek
di Flavio Soriga – Bompiani
Amo la letteratura italiana contemporanea, perchè i personaggi ed i luoghi narrati mi sono famigliari. Il racconto si trasforma nella confidenza di un amico ed è più facile condividerne i penseri.
“L’Amore a Londra e in Altri Luoghi” è il primo libro che leggo di Flavio Soriga, un giovane scrittore sardo. Si tratta di una raccolta di racconti dove è facile intravedere qualche scorcio autobiografico. Amori giovanili, amori proibiti, amori non corrisposti, l’amore per la propria terra, la propria casa… ma non solo amore, anche odio, rigetto e abbandono. Un susseguirsi di storie e sensazioni che l’autore cerca di catturare e trattenere tra le sue pagine.
Il libro si legge in fretta, non è impegnativo. Una lettura piacevole, piccole pillole da assumere un po’ alla volta.
Sicuramente prediligo i libri con un’unica storia ricca di intrecci, però anche in questi esercizi di scrittura spesso si possono trovare delle belle sorprese.
Questo pensiero è nato una sera in cui ho pensato con immenso amore a mio padre, non molto tempo fa. Nonostante ogni scusa sia buona per litigare, alzare la voce, sentirmi incompresa. Nonostante le porte sbattute, le lacrime, le cose non dette, la nostra scarsa attitudine alle coccole, lui è una delle poche certezze della mia vita. Il mio Uomo di riferimento, con la “U” appositamente maiuscola.
Provo per lui un enorme senso di riconoscenza per la generosità senza limiti che mi dimostra. L’amore forte e puro di un padre, che ho avuto la fortuna di conoscere ed avere sempre al mio fianco, in ogni momento della mia vita, per qualsiasi scelta io facessi, che lui lo sapesse oppure no. Il suo messaggio è sempre stato forte e chiaro: “Io sono qui”.
Ho avvertito una sensazione di una paura: la paura di perderlo. La consapevolezza che un amore così grande, come quello dei genitori, è unico e incommensurabile. Ho cominciato a pensare al futuro e chiedermi cosa farei senza di loro. E’ una di quelle domande che mi sono sempre fatta fin da piccola e le risposte, che non c’erano, mi hanno sempre mandato nel panico più totale. Mi sono chiesta se questo amore lo tramanderò ai miei figli o se sarà un sentimento ancora più forte, qualcosa che ora non posso neanche immaginare. Magari non avrò figli e non lo saprò mai…
Del principe azzurro che sto cercando non riesco a definire le caratteristiche ma desidero solamente che col tempo si ricrei questo amore a prova di bomba atomica. Avrò mica un obiettivo troppo alto? In fondo i miei sono persone semplici che bisticciano ogni giorno. Starò mica cercando qualcuno che assomigli a mio padre? No, penso di no, ma non ne sono sicura.
Forse quello che scrivo sono i fondamenti della psicologia (e non lo so) o più probabilmente sono solo cazzate.
Ho pensato alla fottuta paura di prendere delle responsabilità e di conseguenza alle cose belle che ci perdiamo. Perchè non siamo sicuri, siamo ancora troppo giovani, non vogliamo cadere in errore, non ci conosciamo abbastanza bene e siamo egoisti. Si, anch’io mi ritengo un’egoista, non mi va mai bene niente, mi dico che sto bene con me stessa ma forse lo faccio per consolarmi. E così mi son persa delle opportunità, ho guardato diversi treni passare, a volte pensando “perfortuna” altre volte “purtroppo”.
Ma un treno perso rimane un treno perso, non puoi cambiare il destino, aspetti ancora alla stazione. Quello che mi rattrista è il pensiero che la voglia di libertà di oggi si possa trasformare in arida solitudine domani. Scusate la brutalità, ma questa volta ho deciso di non autocensurarmi.
Non parlo di chi non è innamorato. Costui deve ancora trovare la persona giusta. Io sono innamorata? Qui ci potrei aprire un’altra enorme parentesi. Purtroppo nonostante la “crisi delle trentenni” anticipata ancora non riesco a decifrare i miei sentimenti, ed è questa forse la questione che mi tormenta di più. Perchè mi sento così confusa? Devo pubblicare questo post oppure no? In fondo alla fine basta solo premere quel tasto…. Si, questo.
Ringrazio il sign. Conte Mascetti per avermi dato la possibilità di cominciare un progetto che avevo in cantiere da un po’ di tempo. Ladies and gentlemans, ecco a voi la nuova rubrica del mio inutile blog: “La posta di Micce” perchè come tutti voi saprete, capire e risolvere i problemi degli altri è molto più facile e lampante che risolvere i propri. Naturalmente io mi limiterò ad esprimere la mia opinine, e i gentili lettori, quando sarà opportuno si trasformeranno in opinionisti. Dai, che se ci impegnamo magari la De Filippi ci assume come pubblico a “Uomini e Donne”!
Eccovi il caso di oggi:
Allora… vediamo se sai spiegarmi questa cosa, perchè brancolo nel buio…
lui e lei si conoscono… si piacciono e succede qualcosa che non sto a specificare… più volte nel tempo.
Ma c’è un problema… lei non è single… ma in crisi…
Passa il tempo e i due si rivedono a intervalli più o meno regolari che durano mesi o settimane… ogni volta la solita storia… finisce sempre allo stesso modo…dopo un po’ lui inizia a chiedersi, visto che ancora non l’ha conquistata, cosa rappresenta per lei… ma lei a questa domanda non vuole rispondere nonostante lui le dica “se vuoi che sia solo il tuo amante basta dirlo!” e non da spiegazioni… chiede solo che non le vengano fatte domande… negli occhi di lei c’è però una luce intensa che lascerebbe pensare ad un sentimento vero ma lei non vuole sbottonarsi… nè dicendo di amarlo nè dicendo di amare solo il suo attuale ragazzo…
Lo so che può sembrare (e lo è…) complicato… ma secondo te… che caiser significa tutto questo???????? Eppure non si tratta neanche di ragazzini di 14 anni… quindi la sincerità dovrebbe essere una componente essenziale…
che sta succedendo e soprattutto cosa nasconde lei secondo te?…perchè è chiaro che nasconde qualcosa!
Caro Conte, innanzitutto ti ringrazio di averci risparmiato i dettagli sui vostri incontri di coppia, è sempre meglio lasciare un po’ di spazio all’immaginazione. Certo, se tornate sempre e solo “ai giri in giostra” immagino che l’intesa sessuale non rappresenti un problema. Da quello che racconti sembra che questa donna ti stia usando. Se non si sbilancia con te, potrebbe voler dire semplicemente che non si sente sicura riguardo al vostro rapporto, che sta vivendo giorno per giorno quello che si sente di fare, aspettando che il tempo le porti consiglio. Sicuramente se vuole rivederti significa che con te si sente in sintonia, d’altro canto se non lascia il suo fidanzato è un chiaro segno che crede ancora di poter salvare quel rapporto. Devo aggiungere però che leggendo le tue righe mi sono chiesta: “Ma lui la ama o no?“. Caro Conte, questa è la prima domanda che ti devi fare. Se ci tieni a questa donna, se non ti basta essere il suo “amante” dovrai fare di tutto per conquistarla, cerca di farle capire che con te potrebbe essere felice, perchè difficilmente farà lei il primo passo. Se hai bisogno delle sue conferme perchè già di tuo non ti senti sicuro, il mio consiglio è di guardare altrove, magari vicino a te c’è un cuore libero che non vede l’ora di innamorarsi.

Perchè tradire il/la proprio compagno/a? Facile, perchè ci siamo innamorati di un’altra persona.
In questi ultimi anni ho sempre pensato che avere un’altro per la testa volesse dire prendere in giro il mio partner, quindi quando le relazioni stavano vacillando non contavo fino a tre per dare un taglio netto.
Il triangolo no, è una situazione in cui proprio non so stare!
Poi però capisci che non sempre è così matematico, che gli anni e le esperienze che condividi non ti permettono di predere decisioni facilmente, che molte persone, giustamente, non mettono a repentaglio storie importanti per improvvise passioni, per uomini e donne conosciute da poco o di cui poco si fidano.
Vedo ragazze che fanno le amanti per anni, senza pretendere nulla di più. Vedo uomini vantarsi di portare avanti almento tre relazioni, chissà se le donne in questione lo sospettano… Ci sono donne che per vendetta o chissà perchè altro bizzarro motivo, fanno le fatalone a cinquant’anni, ballando sul cubo in abitino leopardato stretch, ma chi vogliono prendere in giro? Sono in questi momenti che mi chiedo ma dove siamo? Al circo? Ma perchè non abbiamo un po’ più di rispetto per noi stessi e per gli altri? Perchè non cerchiamo di capire da cosa nasce questa esigenza di rompere gli schemi ed essere comunque infelici? E quel che è peggio rendere infelici gli altri?
Volendo generalizzare un po’ possiamo dire che l’uomo tradisce per piacere, per curiosità, per rompere la noia di un rapporto monotono, mentre la donna si guarda attorno quando è insoddisfatta, perchè ha bisogno di attenzioni, per sentirsi valorizzata e apprezzata. Ci sono molte più probabilità che un uomo riesca a far coesistere più relazioni amorose senza problemi, trovando una sorta di equilibrio personale; mentre la donna è più portata a reinnamorarsi, magari troncando il precedente rapporto.
Certo, in molti casi si perdona o veniamo perdonati, ma quando un vaso è rotto, anche se lo incolli, rimane pur sempre un vaso rotto. Non sarà mai più come prima.
Non scrivo nulla di nuovo, sono considerazioni che leggiamo nelle riviste, che ascoltiamo alla radio e in tivvù. Sto scrivendo qualcosa di sensato? Vi ritrovate fra queste righe?
Non volevo deprimervi, anzi, se non fossi convinta che possa esistere un amore sano, non me la prenderei per queste cose, mi ci abituerei. Ma non voglio! Non vi parlo di unioni “perfette”, che ho già riposto nell’archivio generale delle utopie, ma di persone che provano sentimenti di passione, affetto e rispetto reciproco.
Fortunatamente ce ne sono di coppie così e quando le vedo mi sento un po’ meglio.
“…i feriti d’amore, al contrario dei feriti nei conflitti armati, non sono vittime né aguzzini. Hanno scelto qualcosa che fa parte della vita, e pertanto devono affrontare l’angoscia e l’estasi della propria scelta”
Paulo Coelho
Tutti i lavori domestici che mi ero prefissata di fare ieri sera sono passati in secondo piano una volta che mi sono ritrovata ipnotizzata davanti alla tivvù.
Sembrava il bisogno di un uomo di parlare, comunicare un messaggio di emergenza, passione e amore per gli altri uomini, quello che ha espresso Roberto Benigni sulla rete nazionale in prima serata.
Ha cominciato il suo programma fotografando la situazione politica attuale, Benigni, tirando le orecchie agli italiani per avere poca memoria sulle marachelle dei nostri politici e per i fatti recentemente accaduti.
Poi è passato a leggere la Divina Commedia, per toccare attraverso un unico canto, quello di Paolo e Francesca, l’elemento fondamentale su cui si basa la nostra vita: l’amore.
Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
I messaggi che vengono lanciati sono chiari. C’è una forte esigenza di diffondere amore e di educare all’amore. Dobbiamo essere consapevoli delle nostre origini per capire chi siamo oggi, quali memorie, tradizioni e pensieri ci toccano nel profondo.
Dobbiamo imparare ad accettare la verità e non volerla camuffare ad ogni costo se vogliamo vivere sereni la realtà di oggi.
Abbiamo bisogno di veicolare le nostre passioni in un flusso positivo e costruttivo, perchè l’uomo è dotato di grandi potenzialità. Dio può tutto, ma ha scelto di servirsi di noi, dei nostri limiti. Ci ha dato la libertà di essere quello che vogliamo, il libero arbitrio, per decidere come trasformare la nostra vita. Dante, ma prima di lui il Vangelo, ci dicono che non siamo fatti per rimanere soli, che abbiamo bisogno del’altro, la correzione reciproca ci porta ad essere uomini e donne migliori. Siamo creature estremamente belle, perchè facciamo, pensiamo ed inventiamo cose meravigliose, come l’architettura, l’arte, la poesia, ma prima di tutto per l’umanità che ci contraddistingue, perchè il nostro cuore sa provare pietà.
Ci piaccion le storie, hai ragione Roberto, non smetteremmo mai di ascoltarle, raccontacene altre…
La costruzione del mio amore
Mi piace guardarla salire
Come un grattacielo di cento piani
O come un girasole
A volte mi domando perchè continuiamo ad avere la presunzione di poter misurare l’amore.
L’oroscopo ci sa dire puntualmente se la nostra vita sentimentale ha una, due o tre stelle e se non vi basta potete misurare l’affinità di coppia o il vostro grado di seduzione. Quanto ti amo? Quanto mi ami? Se fosse primavera potrei affidarmi alla margherita ma lei potrebbe rivelarmi solo se “si” o se “no”, mentre io vorrei quantificare.
Quante volte ci sforziamo di identificare l’amore con la “A” maiuscola e ci teniamo a differenziarlo dalle infatuazioni piuttosto che da forti attrazioni, flirt, avventure o amicizie “speciali”.
Di varianti ce ne sono a bizzeffe, il fattore comune è voler stare con una persona, poterla amare. Ok, potrebbe non trattarsi di amore, magari è solo sesso, direte voi… concordo e non voglio addentrarmi su questo discorso, in questo post vorrei parlare solamente di sentimenti.
Con la persona amata si può instaurare un legame reale, più o meno forte, fatto di ricordi e momenti trascorsi assieme, desideri condivisi e progetti da realizzare.
Ma potrebbe anche trattarsi di un legame immaginario, fatto di pura fantasia, idealizzazione.
Fatto sta che per un determinato periodo la mente viene rapita dall’amato, che si tratti di vero amore, flirt, cotta passeggera, poco importa.
Può cambiare l’intensità di questo pensiero? Onestamente non credo, probabilmente cambia il contesto, il fatto di essere ricambiati o meno, la difficoltà di stare assieme, la fiducia verso l’altro e quanto ci si conosce. Questo contraddistinguerà il nostro pensiero verso l’altro ma non penso si possa parlare di un pensiero più o meno forte, semmai più profondo perchè più ricco di elementi.
Ognuno nella vita prima o poi trova il proprio “metro”. Qualche donna sorridendo parla dell’importanza dei “centimetri” ma penso onestamente che queste donne siano un po’ cialtrone o semplicemente delle burlone. Chi conosce le donne sa quanto siano protese verso amori “difficili” se non “impossibili” e spesso si sentono pienamente appagate solo quanto riescono a dimostrare il proprio lato di assistenti sociali e infermiere.
Io per anni ho preso come unità di misura il dolore. Ebbene si, se non soffri, non ne vale la pena.
Sembra una pazzia, l’amore dovrebbe significare gioia, piacere, equilibrio, eppure non sempre è così, si soffre.
Non nego che fortunatamente esistano altre valide unità di misura, l’emozione, l’attrazione, la fiducia…etc.. Sono vari ingredienti che formano un rapporto e dosati in diverse quantità rendono unica e speciale la ricetta.
La costruzione di un amore
Non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
In riva al mare
Ma non vorrei divagare, anzi, mi son già dilungata troppo. La mia conclusione è che no, l’amore non si misura. Si riceve e si dà, non ci sono dosi, non si può centellinare. Non dobbiamo temere le controindicazioni, anche se talvolta ci condizionano. Ma perchè la teoria è così semplice mentre la pratica richiede uno sforzo sovrumano?
Ma intanto guardo questo amore
Che si fa più vicino al cielo
Come se dietro all’orizzonte
ci fosse ancora il cielo*