pink & geek
C’ho messo un bel po’ a decidermi, ho cambiato idea non so quante volte, ho rimandato l’acquisto per anni perchè non ero mai sicura… ma ora che è arrivato sono felicissima!
D’ora in poi però, dovrò lavorare il doppio!!!
Notavo, leggendo gli ultimi post, che quello che scrivo è sempre meno personale. Forse rispecchia un po’ i miei dubbi su cosa fare di questo blog. Per ora è una cozzaglia di pensieri, segnalazioni, inutilità. A volte penso che dovrei scegliere una direzione e mantenerla, magari legando gli argomenti al lavoro che faccio e rendendolo più serio. Così sicuramente avrei qualche lettore in più, ma diventerebbe impegnativo da gestire. Onestamente non so se riuscirei a rinunciare a questo mio personale angolo di relax, però potrei almeno provarci.
Mi permetto di aggiungere una nota per i Facebook addicted…
Potete aggiungere micce.net nel vostro blog network!
In verità, ormai lo sanno anche i muri che la terra è in pericolo…
Purtroppo questa volta Superman e Batman non ci possono aiutare, non è un compito da super-eroi: salvare il pianeta è diventato il dovere di tutti.
I leader europei stanno decidendo ORA la nostra risposta ai cambiamenti climatici!
Saranno fra i primi a impegnarsi per combattere il riscaldamento climatico, tenendolo al di sotto di 2°C? Così da essere d’esempio per gli altri paesi? E’ OGGI che si decide il nostro futuro, per l’Europa e per il mondo.Insieme a Greenpeace, Amici della Terra e WWF, segui i loro progressi e chiedi loro se sono pronti a dare l’esempio… >>>
Oggi è il Blog Action Day e per partecipare basta scrivere qualche riga sulla povertà. L’iniziativa è molto bella: i blog si uniscono per il sociale, ed io non mi tiro indietro, infatti vi propongo questo post, anche se per parlare di qualcosa in modo efficace bisognerebbe conoscere a fondo l’argomento, ed in tutta onestà non mi sento all’altezza.
Dov’è la povertà? Lontana o dietro l’angolo? Come prima cosa viene da pensare al terzo mondo, a chi ancora oggi muore di fame, non ha acqua potabile, non ha istruzione. Ma basta guardarsi attorno, per capire che non necessariamente bisogna andare troppo lontano col pensiero. E’ una realtà scomoda, a cui non vorremmo guardare. La nomade che ti insegue chiedendoti uno spicciolo, il barbone che mette in vista la gamba deforme, chi non arriva a fine mese e lascia qualcosa alla cassa del supermercato. E’ facile fare finta di niente, il più delle volte penso che “tanto non sarò io a cambiare le cose“. In verità avrei potuto… ci sono tanti modi in cui ognuno può dare qualcosa agli altri; è che talvolta ci mancano le idee, il tempo, non sappiamo cosa potrebbe essere alla nostra portata, e soprattutto siamo presi dalla pigrizia finchè un problema non ci tocca da vicino.
Non voglio scrivere: “Coraggio! Costuiamo un mondo migliore!” penso sia già qualcosa pensarci ogni tanto e prendere una posizione. La vita sicuramente ci darà delle possibilità e ci metterà alla prova, forse potremmo reagire male, ma riflettendoci, possiamo trovare un modo per riscattarci.
Navigando ho trovato una simpatica tabella che riguarda la moda, una specie di timeline dello stile, per sapere come siamo visti dagli stilisti e dai fashion victims, o magari per capire quando è il caso di indossare un capo di abbigliamento e quando no. Lo trovo un po’ esagerato, nel senso che portare un accessorio oppure un abito della scorsa collezione autunno/inverno non mi pare sciatto… anzi, ho appena fatto un bel po’ di acquisti interessanti al “Designer Outlet” di Barberino, in toscana!
Voi che ne pensate?
Vi traduco la tabella:
Indecente / indossare il capo 10 anni prima che sia di moda
Spudorato / 5 anni prima
Audace / 1 anno prima
Elegante / Seguire la moda del momento
Trasandato / 1 anno dopo che è passato di moda
Orribile / 10 anni dopo
Ridicolo / 20 anni dopo
Divertente / 30 anni dopo
Bizzarro / 50 anni dopo
Affascinante / 70 anni dopo
Romantico / dopo 100 anni
Bello / dopo 150 anni
Ammetto di essere sempre stata molto sensibile al fascino della natura, ma di non essermi mai documentata sullo stato di salute del pianeta. Oramai tutti parlano di surriscaldamento terrestre, cambiamento climatico, emanazioni di CO2. Ed ancora: scioglimento dei ghiacci, animali in pericolo di estinzione, ecosostenibilità, raccolta differenziata, risparmio energetico…
Ho capito un po’ di più quali sono i rischi corriamo guardando il documentario di Al Gore “Una scomoda verità” (ne trovate qualche pezzo su youtube). Vi consiglio vivamente di guardarvelo, perchè quello che succede attorno a noi è impercettibile ma cambia ad una velocità incontrollata, e se non impariamo a rispettare le meraviglie che ci circondano non rimarranno ancora molti anni per godercele. A dire la verità, e questo mi turba davvero, ci sono già popoli che stanno pagando per le scellerate abitudini europee, americane, cinesi…
Lo so che queste poche righe sono probabilmente inutili, cose già dette, cose già sentite, ma mi piacerebbe pensare che salvare l’ambiente non sia uno sforzo, ma un piacere. Ecco perchè trovo simpatico questo semplice video: Make love, not CO2!
Sapevo di non aver scritto nulla da un bel po’. Non avevo realizzato che quel po’ fossero venti giorni… Non è un calo di fantasia, anzi, è un periodo di fermento e ho parecchie idee e questioni in sospeso. Vorrei anche installare l’ultima versione di Wordpress, sto ancora utilizzando la versione 2.3.3! Insomma, basterebbe avere il tempo per farlo
Già che passo di qua vi lascio un link simpatico. Check it out!
Praticamente sto raccogliendo opinioni: ve la sentite di consigliarmi un buon portatile?
(potete anche scrivermi cosa secondo voi non dovrei acquistare)
Cosa ci faccio? Principalmente web design.

Sono ad Agropoli con Maria. Oggi Maria è andata a danza hip hop, ed ha scritto il suo primo post: questo.
Oggi in ufficio ho assistito a tre scene da cabaret che mi hanno fatta rotolare dalle risate.
Brevemente: un collega si addormenta in ufficio e l’ho brutalmente risvegliato facendogli rovesciare tutto quello che aveva sulla scrivania; un altro collega si è buttato dalla finestra per vedere l’eclisse, provocando un infarto a chi non sapeva che in verità non voleva suicidarsi; il capo che è un giocherellone ha chiesto al consulente che di cognome fa “Toro” se sarebbe andato alla fiera bovina.
Lo so… raccontarlo non è la stessa cosa…
Potevo scrivere un bel post oppure un po’ di html.
Potevo leggere.
Invece ho dedicato qualche minuto per scrivere una e-mail ad una persona lontana a cui voglio immensamente bene, perchè rimandare troppo vuol dire non farlo più, perchè tanto le parole e il momento giusto non arrivano mai.
Avevo un po’ di magone mentre digitavo e buttavo giù due pensieri, giusto per non voler sembrare troppo distaccata, ed è stato difficile catturare e fissare un momento confuso per poterlo poi raccontare. Scrivere mi richiede tempo perchè penso molto, ma poi riesco a semplificare le cose, le vedi lì, nero su bianco e ti sembrano rimpicciolite, banali. Ciò non vuol dire che questo sia sempre utile a chiarire le idee, ma almeno puoi mettere una bandierina con su scritto “io sono qui”, mentre la montagna sta sempre lì.
Poi ho scritto un post non socialmente utile. Questo.