pink & geek
Per giorni le pagine dei giornali sono state riempite di opinioni su Eluana Englaro. Per giorni ne abbiamo parlato tutti e probabilmente ne stiamo ancora parlando. Mi ha scosso vedere dei politici salire sul piedistallo per proclamare cosa è giusto e cosa è sbagliato fare. Stiamo parlando di una vita che non ci appartiene. Una vita sofferente, una presenza silenziosa ma forte. Una fiammella di speranza per alcuni, un macigno per altri. Io sono per la difesa della vita, quella fiammella che purtroppo si è spenta, anche se capisco il dolore della famiglia di Eluana. Ci tengo comunque a precisare che quello che più mi ha dato fastidio in tutta questa vicenda è la strumentalizzazione di una situazione tragica per fare propaganda e su questo siamo tutti d’accordo. Almeno spero.
Se c’è un Paradiso, la signorina Eluana Englaro ora sicuramente ci abita. Se c’è un Purgatorio, è già stata rinchiusa là dentro per 17 anni, senza colpa. Se c’è un Inferno, spero che ci vadano i farabutti che hanno speculato e speculeranno sul suo corpo. (Vittorio Zucconi, Repubblica, 09/02/09)
via socialdesignzine
Io mica lo sapevo che se uno si toglie la vita non gli fanno il funerale cattolico. Col senno di poi, ragionando sul pensiero della Chiesa ho capito subito che poteva aver senso. Si, sono cattolica ma non m’interessa granchè, volevo solo dirle ciao, dedicarle una preghiera.
Ed è così che con un po’ di ritardo mi trovo al cimitero, in mezzo ad un circo triste di persone, che parlano, suonano, cantano e piangono. Ed è quello che desiderava lei, riunire parenti ed amici, il cugino prete e l’associazione nazionale dei partigiani, paesani e mussulmani, un po’ di tutto insomma. Tutti lì per salutarla, in piedi, attorno a lei, anche se era freddo, anche con la nebbia.
Guardo la ciminiera che spara fumo bianco in mezzo al cielo grigio. Hai scelto questa coreografia per andartene Sonia? L’hai disegnata tu? Perchè questa giornata è per te.
Un saluto su misura per una donna speciale che non si confondeva tra gli altri, che non aveva nulla di mediocre, che emanava energia e calore. Dicono che le prove più difficili capitino sempre alle persone forti, ed io ti vedevo forte come una roccia, solo ora percepisco quanto eri fragile. La fragilità di una rosa, una rosa che non è mai sfiorita, la rosa che tenevi con te, quando hai deciso di dire basta alla sofferenza. Poco importa se non tutti se la sono sentita di cantare “Bella ciao” o dedicarti un brindisi. Tu sicuramente eri lì che ci guardavi sorridendo, finalmente libera.
“Ciao bella!” come mi dicevi sempre tu.
Io lo so cosa dovrei fare. Ordine e pulizia, come mi ha suggerito un caro vecchio amico.
Il problema è che sono disordinata, basta guardare la mia scrivania in ufficio, io ci provo, ma è contro la mia natura. “Se la scrivania è disordinata anche la mente è disordinata“, direbbe Budda, sgamandomi.
Budda mi direbbe anche tante altre cose, perchè lui come tutti sanno è un illuminato, e mi consiglierebbe di rinunciare ai miei desideri per evitare inutili sofferenze…
Fare ordine e pulizia.
Allora vaffanculo Budda, e anche al Nirvana. Mi tengo il disordine, i desideri, i sogni, la gioia e la sofferenza, perchè adoro follemente tutti questi aspetti della vita. Ne ho bisogno.
E anche se mettessi a posto la scrivania, lo so già, che tanto, dopo cinque minuti torna tutto come prima.
Vi stavate chiedendo dov’ero finita?
Stavo sistemando un blog che forse susciterà un po’ di stupore in alcuni di voi. Trattasi di: www.iocredo.splinder.com
E’ da un po’ che ci medito sopra ma non so se avrò costanza nello starci dietro. Funzionerà solo se ci sarà qualcuno che mi aiuta e mi da buoni suggerimenti. L’idea è far si che diventi un blog a più mani dove poter condividere esperienze di fede. Per ora lancio il sassolino, vediamo se qualcun’altro lo raccoglie…
Week-end difficile, intenso, emozionante.
Una meravigliosa alba ha inondato mare e cielo con i suoi colori invernali che scaldavano il cuore. Un colpo di mano e tutte le carte in tavola si sono mescolate, alcune sono cadute… pensavo che la sorte volesse giocarmi un brutto scherzo ma ho stretto i denti finchè ho potuto. Qualcuno probabilmente si diverte a mettermi alla prova, capita solo a me oppure è un’impressione che accomuna tutti? Mi ero proposta di sorridere per tutto il giorno e non ci sono riuscita. E’ stato difficile perdonarmi, ma ho imparato delle cose nuove, che un dispiacere avvicina le persone e che fare le polpette può diventare una preghiera. L’organizzazione può aiutare ma non risolvere le situazioni. I piani troppo precisi vengono fatti per non essere rispettati. L’improvvisazione ha un gusto speciale e le lacrime a volte sono davvero belle. L’abbraccio è quello che serve per resistere nei momenti più difficili. Ci sono dei fogli bianchi che non aspettano altro che essere disegnati e ci sono dei disegni che non possiamo cancellare.
Ho trascorso una giornata particolare.
Ho passeggiato sola tra le famiglie Pastrello, Gobbo, Visentin, Zago e tante altre ancora.
Vestita per l’occasione, con il mio completo nero, elegante.
Ho cercato i miei amici, che se ne sono voluti andare troppo presto.
Li ho salutati e sono rimasta lì per cercare anche il vecchio Mario.
Non ci avevo mai parlato assieme ma in quel momento di intimità mi è venuto spontaneo confessargli che capisco perchè anni fa voleva far fuori mia nonna.
Ho trascorso una serata tranquilla, riflessiva.
I miei sogni per un attimo sono sembrati dei progetti, e mi sono rallegrata, le mie incertezze cominciano ad esigere delle risposte, e mi sto attrezzando.
Vorrei scrivere delle lettere stanotte, ma per ora ne ho scritta una sola, ad una persona che conosco appena. Avrei tanti pensieri da condividere, ma mi limito a scrivere queste righe, povere, vaghe, per ricordarmi ancora una volta che ho perso del tempo. Che non ho saputo cogliere l’attimo in cui tutto mi sembrava più chiaro, perchè sono pigra.
Forse domani mattina quando mi sveglierò ci sarà ancora la nebbia, o forse no.
Ti ho conosciuto quand’ero piccola piccola, un fagottino rosa sorridente.
Mi hai tenuto compagnia finchè ero una bimba docile e obbediente.
Crescendo non ti ho più visto o sentito, non sapevo esattamente dove cercarti e se eri ancora in circolazione, forse la verità è che non m’importava trovarti: uno in meno a cui rendere conto.
I miei ricordi si sono sbiaditi e sono arrivata a pensare che fossi solo il frutto della mia immaginazione. Quando ormai credevo di non rivederti mai più, in un momento inaspettato mi hai chiamata e l’emozione è stata fortissima, mi sentivo felice ma temevo fosse un sogno, un’illusione. Mi hai chiesto di non andarmene, di parlarti e di ascoltarti. Ti ho detto scusa per il lungo periodo di silenzio, ma davvero non capivo cosa fare, se era giusto cercarti oppure no. Avevo paura di perderti ancora. Invece non te ne sei andato, non ti sei mai dimenticato di me e adesso mi chiedi di stare con te sempre. Provo davvero una grande gioia. Ti voglio bene.
“Mi chiamo Elia D apostrofo O maiuscola Odorico. Accento sulla seconda vocale. Da grande voglio fare il perito informatico”. Mi guardi con gli occhi sicuri di chi sa cosa vuole e non vede l’ora di ottenerlo. Anni fa mi faceva rabbia la tua aria superba e il tuo modo di fare cinico e calcolatore. Forse la mia era invidia, io sono sempre stata un’insicura, una debole, mentre tu eri il più forte.
“Sto bene” mi hai detto spalancando i tuoi occhi grandi e vispi l’utima volta che ci siamo incontrati, come se tutte le sofferenze passate non ti pesassero minimamente. Come se la felicità di un momento ripagasse i dolori, le angosce e cancellasse i brutti ricordi. Perchè avevi sete di vita, di divertimento, voglia di riempire il presente e progettare il futuro. “Festeggiamo!” mi dicevi e questa volta ero io che ti osservavo incredula e felice perchè tu stesso mi stavi rassicurando e questo mi riempiva il cuore.
Continui a guardarmi con un espressione interrogativa. Sei sempre stato curioso, chiedevi, chiedevi in continuazione, non lasciavi tregua ai prof. discutevi su qualsiasi cosa e ci rendevi partecipi delle tue teorie sul mondo. I dottori non potevano prenderti in giro o cercare di alleggerirti l’attesa perchè tu pretendevi la verità. Eri il più forte.
Chissà com’erano quei grandi occhi vispi quando non potevano più osservare e rassicurare e chiedere… sono sicura che speravano e pregavano. Cosa stai guardando adesso Elia?
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Sabato 3 Luglio 2004 l’AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie) organizza un CONCERTO GOSPEL per ricordare Elia e aiutare la ricerca sulle leucemie. Ore 21.00 Piazza Umberto I° Zero Branco (TV). Il costo d’ingresso di 5 Euro sarà devoluto all’AIL.