the pink side of life / 100% fuffa blog
“Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.”
(dalla Bibbia, libro della Genesi 11, 9)
Oggi BlogBabel, la tanto discussa raccolta e statistiche aggregate di blog italiani, torna in rete. Forse il nome scelto per questo servizio poteva far presagire lo stato di scompiglio che un giorno si sarebbe innescato tra i bloggers.
Se apri un blog per il puro piacere di scrivere, non dovrebbe importartene più di tanto della classifica, ma alla fine lo sappiamo tutti come la competività sia innata nell’animo umano. Ecco perchè una capatina al bloggometro, ogni tanto la faccio anch’io, senza pretese, con un pizzico di curiosità: questo secondo me è lo spirito giusto per conviverci serenamente.
Non visitatelo troppo spesso, in tal caso potrebbe diventare nocivo alla salute!
…è perchè mi sto chiedendo se vale la pena continuare a tenere un blog come questo.
Ve l’avevo promesso, ecco qui, per l’insaziabile blogosfera il mio piccolo resoconto del WordCamp.
Ammetto fin da subito di non essere partita lanciatissima, anzi, ero un po’ preoccupata di ritrovare un clima che mi rimandasse con la mente in ufficio, alla montagna di lavoro che devo fare… e poi Milano mi da sempre quell’idea di metropoli che mi soffoca, anche se in più occasioni ho avuto modo di viverla in modo piacevole.
Ecco perchè mi sono svegliata e sono partita da Treviso con calma, scusandomi con Stefigno per il mio ritardo.
Lui gentilissimo non me l’ha fatto pesare (ormai a forza di sopportarmi gli è spuntato un grattacielo di aureole in testa). Con lui fortunatamente c’era Chiara che ci ha portati dritti dritti di fronte alla Triennale.
Le prime persone che ho incrociato sono state JJflash e xlthlx, mentre le conferenze pomeridiane stavano iniziando.
Ho cercato di seguire Davide Salerno e i suoi consigli per creare un’image gallery in wordpress ma continuo a pensare che per certe cose bisogna mettersi a smanettare in internet, avere il tempo di leggere e capire e soprattutto copiare e incollare. Di sicuro con un paio di microfoni forse queste non-conferenze avrebbero avuto maggior successo.
La parte più bella dei Camp è conoscere i blogger, associare i volti agli avatar e fare due chiacchere.
Ad esempio 4everyoung per me è sempre stato “il pinguino”, ora invece ho scoperto in lui un potenziale guru tecnologico.
Tra la folla ho riconosciuto Julius, che ha un blog bellissimo, pieno di tutorial interessanti, ho approfittato del momento per complimentarmi con lui. Ho visto fin da subito i sorrisi di Remyna, Ninna_r e Marilù, e poi ho avuto il pacere di conoscere la famosa blogstar (che non sa di esserlo), nonchè bravissima fotografa Teiluj. C’era tanta altra gente che non mi metterò qui ad elencare, perchè mi sono già stufata di mettere link. Comunque sappiate che per farmi muovere ancora l’unica soluzione sarà quella di organizzare al più presto uno SpritzCamp!
Ah quasi dimenticavo! Una tirata d’orecchie a Giovy che ha pensato di scappare proprio quando sono arrivata io!
…che nel blog non posso mica scriverci proprio tutto tutto tutto!
Però dovrei dedicare almeno due righe al WordCamp.
Aspetto l’ispirazione.
Anna: “Come faccio a fidarmi di una che ha un blog rosa?”
Micce: “Effettivamente… penso tu abbia prefettamente ragione!”
Avere un blog è una cosa che ormai fa parte della mia quotidianità. Non sono ossessionata dall’impegegno di scriverci o di controllarlo, com’ero forse all’inizio, però capita spesso di aver voglia di trasferire i pensieri qui e renderli in qualche modo permanenti e condivisibili. Sono frammenti di vita, una piccola parte di me.
Queste righe mi hanno permesso di raccontarmi, sfogarmi, organizzare i pensieri, le idee, incontrare gente, sentire opinioni diverse dalla mia. Un gioco forse, un diario a tratti, una comunità. Un diritto di tutti, perfortuna ancora possibile. Ecco perchè leggere da una mia cara amica, dopo pochi giorni dall’apertura del proprio blog, “la mia avventura si conclude qui” mi fa male. Male perchè so cosa, o per meglio dire “chi” c’è sotto… so che scrivere le piace e ho notato in lei tanta voglia di aprirsi e condividere quello che le accade.
Fortunatamente, seguendo i consigli di chi le vuole bene ha deciso di non arrendersi. Brava Sonia, non ti scoraggiare! Di gente volgare, cattiva e invidiosa è pieno il mondo, nelle tue pagine personali hai il potere di eliminare ogni loro traccia.
Questo è il mio personale in bocca al lupo per il tuo nuovo blog!
Non preoccupatevi, non è una parolaccia. E’ un’iniziativa molto diffusa nei blog per portare allo scoperto i lettori silenziosi e nascosti. Non avevo mai aderito prima, ma l’idea mi è sempre piaciuta.
In che cosa consite? Dovete fare tutto voi cari lettori capitati qui per caso o per vostro preciso intento, ora avete l’OBBLIGO DI PALESARVI.
Come fare? Semplice. Cliccate sulla voce “commenti” qui sotto, inserite il vostro nome e scrivete qualcosa nel messaggio. Se non sapete proprio cosa scrivere vi do un aiutino, cominciate con: “ciao sono io…” il resto verrà da se…
Lei: Ciao, sono io
Lui: Buonasera dottore
Lei: amore mio
Lui: Sì, mi dica
Lei: Non resistevo più, pensavo a te
Lui: Ah, bene direi che è importante.
Lei: Quando verrai?
Lui: Mah, adesso non so dipende…
Siccome si avvicina il Natale e siamo tutti più buoni, non ho saputo dire di no ad IgorTV, che spero di incontrare prima o poi per uno spritz visto che come me risiede nella ridente provincia del Trevigiano.
Eccomi incatenata al suo blog e pronta ad incatenare anche voi!
Tre aggettivi per descrivere il tuo blog:
personale, incostante, rosa
Quanti blogger hai conosciuto di persona?
Abbastanza e spero di conoscerne ancora! Eccovi la lista:
beautifulife , bioillogic , coffee and cigarettes , desperate housewife , dodòlandia , dr.maxx , ebreo errante , fornit , freddiequeen , la scrittoria , mafalda on the rocks , malcomune , metal skunk , neroluce , noryland , punti di domanda , squeezeland , ste , tripudiatore , trix , troviamoci su splinder , van blog , wallabe , xavier
Quale blogger ti piacerebbe conoscere?
In questo momento prenderei un caffè con il sig. 30marlboro , Chinaski77 , Mav e IgorTV. A pranzo mangerei un bel piatto di pasta con Giovy, poi andrei un paio d’ore in terapia da Giulia. La sera proporrei una cena con tutti i blogger che linkati qui a lato!
Qual è il primo blog che leggi ogni mattina?
Il primo della lista di google reader. Ultimamente leggo molto sw4n.
Qual è il blog di cui festeggeresti la chiusura?
Non posso dirlo altrimenti mi licenziano.
Fai il talent-scout: lancia una gggiovane blog-promessa
Non riesco proprio ad immedesimarmi con Pippo Baudo…
Quasi finito, ora a mia volta vorrei incatenare:
bar sport , beautifulife , blusfumato , cofano , desperate housewife , dodòlandia , dug , fornit , giovy , if spielberg needs me , il pogo dei neuroni , logantime , mafalda on the rocks , pagina violacea , setfocus , signor ponza , squeezeland , ste , stefano frambi , tripudiatore , trix , troviamoci su splinder , una luna al secondo , val3ntina , xavier …
…ricordando loro che qualora non collaborassero verrano sodomizzati da un branco di cloni obesi di Babbo Natale ubriachi come scimmie.
Buon lavoro.
Chi mi legge sa che quando salta fuori un meme interessante non mi tiro indietro. E neppure quando si parla dei bei tempi che furono. Ecco perchè mi accingo a rispondere alla richiesta di Napolux: “Come sei diventato blogger?“. Di seguito le mie risposte…
Chi o cosa ti ha spinto a creare un blog?
Potrei dire tranquillamente tutto merito (o colpa) di Fornit, all’epoca eravamo una coppia. Già nel 2003 cominciava a parlarmi di blog, mi sono informata su cos’era e come funzionava e per qualche mese il mio massimo divertimento è stato mettergli a soqquadro il template. Dopo tanta insistenza da parte sua (forse non ne poteva più dei miei sfoghi artistici) nel marzo 2004 ne ho cominciato uno tutto mio. Scelsi Splinder che all’epoca ospitava i miei blogger preferiti: Trentamarlboro, Giulia, Personalità Confusa, Chinaski, Kela ed altri…
Sono poi passata a WordPress…
Perchè Splinder non mi dava la possibilità di sfruttare servizi web 2.0, in modo particolare ho avuto problemi con feed e technorati.
Il tuo primo post?
Si intitola “Micce’s blog opening!”
Dopo un po’ di tempo speso a riflettere se era il caso o no di aprire un blog ho deciso di compiere il fatidico passo. Non ho aspettative, non so se riuscirò ad aggiornarlo costantemente, non so se qualcuno leggerà queste righe, non vi prometto un milione di post al giorno. Non è mia intenzione aprire un blog micioso, cagnesco, maialoso, canarinesco, orsacchiottoso anche se va molto di moda. Non te la prendere se sei animalista, questo non significa che odio gli animali… è vero, ho ucciso qualche insetto ma niente di più. Mi piace scrivere e lavoro molto al PC, mi sembra un buon motivo per provare. La premessa è finita. Buon divertimento!
Il post di cui ti vergogni di più?
Non mi vergogno dei miei post, altrimenti non li scriverei. Al massimo mi potrei vergognare di qualche commento sconcio scritto da Miccesplendida, ma queste son storie passate…
Posso dire che non riscriverei qualche post, questo si, soprattutto inizialmente ho scritto alcune cose giusto per riempire le pagine poi, trovata una direzione, tutto è stato più semplice.
Il post di cui sei più fiero?
Non ne ho uno in particolare, ve ne segnalo tre che mi tornano in mente…
Ci sono giorni… / Click / Elia
E tu? Come sei diventato blogger?
Mi piacerebbe particolarmente sentire il racconto di:
Fornit, Trentamarlboro, Giulia, Personalità Confusa, Chinaski, Kela, Sly, Cofano, Trix, Tripudiatore, Dodò, Mare Arancione, Dr.Maxx, Dug, Mav, Val3ntina, Worldwatch, Xavier…
e chiunque altro ne abbia voglia!
God bless Wordpress!
Iess bìcous cambiare template è davvero simple! E questo tema called “Gossipcity” sembra fatto apposta 4 me! Allora un grosso thanks 2 Designdisease che lo ha sviluppato e messo in libera circolazione! In questi giorni aggiusterò un pochetto i css, darò alcune spennellate di pink quà e là, sistemerò gli oggetti negli scaffali e diventerà almost perfect!
Now i really feel like a star! No, not a blogstar, a shining star. Do you now what i mean?
Enjoy it.
Scusate il temporaneo disagio (caratteri strani, link non funzionanti) ma ho approfittato della ventata di novità per fare l’upgrade di wordpress. Still working on it.
Settimana impegnativa per la signorina Micce. Restando per alcuni giorni distaccata dalla cronaca nazionale ho saputo solo oggi che il governo vuole riformare le regole sull’editoria in rete.
Cosa comporterà? Per farla breve, chi segue attività editoriali in rete (quindi parliamo di siti o blog informativi) dovrà confrontarsi con nuove regole a cui sottostare, burocrazia, spese impreviste ed eventuali sanzioni penali.
Inoltre, se il decreto passerà, per pubblicare testi in rete, gli autori saranno tenuti ad iscriversi al ROC: uno speciale registro custodito dall’Autorità per le Comunicazioni, operazione che richiederà il pagamento del bollo. Il bollo? Ma almeno c’è un catalogo premi con la raccolta bolli? Non so voi, ma la cosa mi irrita un tantino.
La Repubblica lo spiega in modo leggermente più esaustivo.
La prima cosa che ho pensato è che vogliano mettere i bastoni tra le ruote a Beppe Grillo, visto il potere consolidato della sua campagna di informazione via web contro i politici.
“Noi piccoli blog di periferia possiamo dormir tranquilli” penserete voi…
Beh, certo, se non vi interessa la libertà di comunicazione!
Controllare proprio tutti diventerebbe un’impresa ardua, ci vorrebbero investigatori impegnati giorno e notte, anche perchè di offese sparse nei server nazionali e non, soprattutto verso il portatore nano di democrazia e il compare “mortadella”, certo non ne mancano!
Faccio parte di quelli che amano internet perchè più degli altri mezzi di comunicazione mi da un senso di libertà, (oltre al pane quotidiano). Siamo noi che dobbiamo decidere se dare più o meno autorità alle varie fonti di informazione. Le persone intelligenti sanno orientarsi nel marasma di notizie, feed, bufale, fuffa, commenti, opinioni, flame e quant’altro.
Insomma, contro i blog ed i blogger ci sarebbe tanto da dire, ed infatti la rete pullula di discussioni, ma a noi i blog piacciono così come sono: LIBERI DI ESPRIMERSI!
Il volto del mio nonno è segnato da tante tante linee. Ha la pelle olivastra e gli occhi che scrutano l’orizzonte. Spesso si siede in una seggiola di fianco al portone d’entrata e dal portico di casa nostra, sta delle ore ad osservare le automobili che passano nella vicina strada che taglia la campagna e arriva in paese. A volte mi sembra che aspetti qualcuno oppure qualcosa da raccontare. Io invece, quando ho voglia di ascoltare storie incredibili mi siedo semplicemente accanto a lui e lo distraggo facendogli mille domande. “Dai nonno, racconta! Com’era questa casa quando eri piccolo? E’ vero che qui vicino c’era un fiume pieno di pescatori e che i bambini potevano farci il bagno senza prendere le malattie?” Lui mi guarda e sorride. “Sono nato fortunato” dice sempre… “Anche se non avevo una lira in tasca ai miei tempi bastava così poco per essere felici: bastava una bicicletta ed una canna da pesca. Poi con i pochi soldi che guadagnavo vendendo il pesce mi fermavo a comprare dei dolcetti di crema pasticcera e frutta fresca. Mica quella frutta plasticosa e zuccherata che compera tua mamma… Era frutta che coltivavano i contadini del paese. Quando tornavo a casa la mamma usciva dalla cucina e mi rincorreva per il cortile con la scopa in mano. Dove sei stato tutto il pomeriggio? Urlava. Adesso le prendi! Mi diceva. Così risalivo in bici e mi nascondevo tra i vigneti finchè non si calmava. In fondo era bello girovagare tra i campi, respirare l’aria fresca, ritrovarsi con gli amici e fare il bagno al fiume. All’epoca si poteva fare il bagno tranquillamente, era pulito, e poi non c’erano quegli altissimi argini di cemento e neanche quelle strade che ora lo fiancheggiano. Non c’erano neppure quegli enormi pilastri che sostengono la superstrada laggiù, quella è stata costruita una decina di anni fa per smaltire il traffico dell’autostrada. Lì sotto una volta si coltivava il granoturco…
Volevo scrivere un post di fantasia, ed invece ne è uscito un pezzettino di storia dove probabilmente molti di noi si potrebbero riconoscere. A volte mi chiedo che cosa racconteremo ai nostri nipoti e se anche noi avremo la fortuna di sederci nella seggiola ripensando al passato, scrutando l’orizzonte.