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Archive for the ‘introspezione’ Category


Lettere, emozioni, montagne

lug 31, 2008 Lo dice micce | Categoria: introspezione, pensieri

Potevo scrivere un bel post oppure un po’ di html.
Potevo leggere.
Invece ho dedicato qualche minuto per scrivere una e-mail ad una persona lontana a cui voglio immensamente bene, perchè rimandare troppo vuol dire non farlo più, perchè tanto le parole e il momento giusto non arrivano mai.
Avevo un po’ di magone mentre digitavo e buttavo giù due pensieri, giusto per non voler sembrare troppo distaccata, ed è stato difficile catturare e fissare un momento confuso per poterlo poi raccontare. Scrivere mi richiede tempo perchè penso molto, ma poi riesco a semplificare le cose, le vedi lì, nero su bianco e ti sembrano rimpicciolite, banali. Ciò non vuol dire che questo sia sempre utile a chiarire le idee, ma almeno puoi mettere una bandierina con su scritto “io sono qui”, mentre la montagna sta sempre lì.

Poi ho scritto un post non socialmente utile. Questo.

Amore ed egoismo

apr 24, 2008 Lo dice micce | Categoria: introspezione, pensieri

Questo pensiero è nato una sera in cui ho pensato con immenso amore a mio padre, non molto tempo fa. Nonostante ogni scusa sia buona per litigare, alzare la voce, sentirmi incompresa. Nonostante le porte sbattute, le lacrime, le cose non dette, la nostra scarsa attitudine alle coccole, lui è una delle poche certezze della mia vita. Il mio Uomo di riferimento, con la “U” appositamente maiuscola.
Provo per lui un enorme senso di riconoscenza per la generosità senza limiti che mi dimostra. L’amore forte e puro di un padre, che ho avuto la fortuna di conoscere ed avere sempre al mio fianco, in ogni momento della mia vita, per qualsiasi scelta io facessi, che lui lo sapesse oppure no. Il suo messaggio è sempre stato forte e chiaro: “Io sono qui”.

Ho avvertito una sensazione di una paura: la paura di perderlo. La consapevolezza che un amore così grande, come quello dei genitori, è unico e incommensurabile. Ho cominciato a pensare al futuro e chiedermi cosa farei senza di loro. E’ una di quelle domande che mi sono sempre fatta fin da piccola e le risposte, che non c’erano, mi hanno sempre mandato nel panico più totale. Mi sono chiesta se questo amore lo tramanderò ai miei figli o se sarà un sentimento ancora più forte, qualcosa che ora non posso neanche immaginare. Magari non avrò figli e non lo saprò mai…

Del principe azzurro che sto cercando non riesco a definire le caratteristiche ma desidero solamente che col tempo si ricrei questo amore a prova di bomba atomica. Avrò mica un obiettivo troppo alto? In fondo i miei sono persone semplici che bisticciano ogni giorno. Starò mica cercando qualcuno che assomigli a mio padre? No, penso di no, ma non ne sono sicura.
Forse quello che scrivo sono i fondamenti della psicologia (e non lo so) o più probabilmente sono solo cazzate.

Ho pensato alla fottuta paura di prendere delle responsabilità e di conseguenza alle cose belle che ci perdiamo. Perchè non siamo sicuri, siamo ancora troppo giovani, non vogliamo cadere in errore, non ci conosciamo abbastanza bene e siamo egoisti. Si, anch’io mi ritengo un’egoista, non mi va mai bene niente, mi dico che sto bene con me stessa ma forse lo faccio per consolarmi. E così mi son persa delle opportunità, ho guardato diversi treni passare, a volte pensando “perfortuna” altre volte “purtroppo”.
Ma un treno perso rimane un treno perso, non puoi cambiare il destino, aspetti ancora alla stazione. Quello che mi rattrista è il pensiero che la voglia di libertà di oggi si possa trasformare in arida solitudine domani. Scusate la brutalità, ma questa volta ho deciso di non autocensurarmi.

Non parlo di chi non è innamorato. Costui deve ancora trovare la persona giusta. Io sono innamorata? Qui ci potrei aprire un’altra enorme parentesi. Purtroppo nonostante la “crisi delle trentenni” anticipata ancora non riesco a decifrare i miei sentimenti, ed è questa forse la questione che mi tormenta di più. Perchè mi sento così confusa? Devo pubblicare questo post oppure no? In fondo alla fine basta solo premere quel tasto…. Si, questo.

Al mio amico del cuore

mar 15, 2008 Lo dice micce | Categoria: introspezione, pensieri

Non so come definirlo questo sentimento che nasce come un piccolo germoglio nascosto tra le rocce, si alimenta con poca acqua, poca luce e poco ossigeno, ma cresce ogni giorno di più e diventa ogni giorno più grande, più forte, più bello e resiste al vento, e resiste alla siccità.
E chi passa si gira a guardarlo, chiedendosi come ha fatto a crescere lì, in quelle poche briciole di terra, dove nessuno avrebbe immaginato, in alto, dove le mani dell’uomo non possono estirparlo. Ma ancora non so che fiore sboccerà. Forse una timida margherita, magari un soffione che presto volerà via o una rosellina o un geranio. La verità è che non sono esperta di fiori, tantomeno di quelli che crescono tra le rocce, so solo che hanno un fascino particolare, il fascino di un miracolo. 

Brutta

gen 24, 2008 Lo dice micce | Categoria: introspezione

Post scritto controvoglia.
I buoni propositi per il nuovo anno? Uscire dallo stagno.
Se mi sento un rospo? No, i rospi saltellano allegri, io mi limito a stare a galla, cerco di non fare danni.
La cosa che mi stranisce è che non sento di avere obiettivi chiari, non mi sento motivata in nulla. E’ davvero strano per me non avere qualcosa per cui lottare.
Non mi piaccio, in questo momento non mi piaccio proprio.

Viscere

nov 19, 2007 Lo dice micce | Categoria: introspezione

Ho un malessere dentro che ancora non riesco a decifrare.
Troppe parole mi scivolano addosso senza penetrarmi.
Un sacco senza fondo, forse è vero…
o forse sono solo stanca di sentirmi dire cosa dovrei fare, cosa devo leggere e chi dovrei essere.
Perfortuna mi piace cantare…

“Vorrei trovare una canzone che sappia raccontare
I miei dolori, le mie passioni, la vita che verrà
E nel silenzio dell’occasione mi sento scivolare,
i miei pensieri i miei dolori la vita che verrà…”

Misurare l’amore

nov 12, 2007 Lo dice micce | Categoria: introspezione, pensieri

La costruzione del mio amore
Mi piace guardarla salire
Come un grattacielo di cento piani
O come un girasole

A volte mi domando perchè continuiamo ad avere la presunzione di poter misurare l’amore.
L’oroscopo ci sa dire puntualmente se la nostra vita sentimentale ha una, due o tre stelle e se non vi basta potete misurare l’affinità di coppia o il vostro grado di seduzione. Quanto ti amo? Quanto mi ami? Se fosse primavera potrei affidarmi alla margherita ma lei potrebbe rivelarmi solo se “si” o se “no”, mentre io vorrei quantificare.

Quante volte ci sforziamo di identificare l’amore con la “A” maiuscola e ci teniamo a differenziarlo dalle infatuazioni piuttosto che da forti attrazioni, flirt, avventure o amicizie “speciali”.
Di varianti ce ne sono a bizzeffe, il fattore comune è voler stare con una persona, poterla amare. Ok, potrebbe non trattarsi di amore, magari è solo sesso, direte voi… concordo e non voglio addentrarmi su questo discorso, in questo post vorrei parlare solamente di sentimenti.

Con la persona amata si può instaurare un legame reale, più o meno forte, fatto di ricordi e momenti trascorsi assieme, desideri condivisi e progetti da realizzare.
Ma potrebbe anche trattarsi di un legame immaginario, fatto di pura fantasia, idealizzazione.
Fatto sta che per un determinato periodo la mente viene rapita dall’amato, che si tratti di vero amore, flirt, cotta passeggera, poco importa.
Può cambiare l’intensità di questo pensiero? Onestamente non credo, probabilmente cambia il contesto, il fatto di essere ricambiati o meno, la difficoltà di stare assieme, la fiducia verso l’altro e quanto ci si conosce. Questo contraddistinguerà il nostro pensiero verso l’altro ma non penso si possa parlare di un pensiero più o meno forte, semmai più profondo perchè più ricco di elementi.

Ognuno nella vita prima o poi trova il proprio “metro”. Qualche donna sorridendo parla dell’importanza dei “centimetri” ma penso onestamente che queste donne siano un po’ cialtrone o semplicemente delle burlone. Chi conosce le donne sa quanto siano protese verso amori “difficili” se non “impossibili” e spesso si sentono pienamente appagate solo quanto riescono a dimostrare il proprio lato di assistenti sociali e infermiere.
Io per anni ho preso come unità di misura il dolore. Ebbene si, se non soffri, non ne vale la pena.
Sembra una pazzia, l’amore dovrebbe significare gioia, piacere, equilibrio, eppure non sempre è così, si soffre.
Non nego che fortunatamente esistano altre valide unità di misura, l’emozione, l’attrazione, la fiducia…etc.. Sono vari ingredienti che formano un rapporto e dosati in diverse quantità rendono unica e speciale la ricetta.

La costruzione di un amore
Non ripaga del dolore
è come un altare di sabbia
In riva al mare

Ma non vorrei divagare, anzi, mi son già dilungata troppo. La mia conclusione è che no, l’amore non si misura. Si riceve e si dà, non ci sono dosi, non si può centellinare. Non dobbiamo temere le controindicazioni, anche se talvolta ci condizionano. Ma perchè la teoria è così semplice mentre la pratica richiede uno sforzo sovrumano?

Ma intanto guardo questo amore
Che si fa più vicino al cielo
Come se dietro all’orizzonte
ci fosse ancora il cielo*

*La Costruzione Di Un Amore

Paura

ago 29, 2007 Lo dice micce | Categoria: introspezione

La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto.
Howard Phillips Lovecraft

Qualche secondo fa l’occhio mi è scivolato su questa citazione e devo dire che calza a pennello col mio stato d’animo di oggi, ma a pensarci bene, calza a pennello sempre. Quante scelte sono state condizionate dalla paura? Parlo per me e rispondo “TROPPE!”. Quel che è peggio è che la paura porta a fare delle scelte sbagliate, almeno secondo il mio punto di vista, sommando le varie cazzate che ho fatto. Purtroppo i momenti in cui mi sento forte si alternano a quelli in cui mi lascio sopraffare dalla dannatissima paura. Paura di non farcela, paura di rimanere sola, paura che le cose non siano realmente come io le percepisco, paura dell’ignoto, di quello che non so.
Alcune volte sembra che l’esperienza ti aiuti a superarle, altre volte invece, sembra che il tempo ti inchiodi con le spalle al muro.

C’è chi vive la vita come una patita a poker e trema quando sente di avere in mano le ultime fiches. Probabilmente sono questi i momenti più difficili e sono questi i momenti in cui ti senti di dover rischiare tutto.
A questo punto mi chiedo: siamo veramente sicuri di conoscere bene le regole del gioco?
Siamo sicuri che nella vita bisogna azzardare, e che questo porti alla felicità?
Siamo i veri padroni delle nostre fiches o dipende tutto dal destino? Chi imbroglia gode?
Le risposte per ora, sono ignote.

Forse aveva ragione…

ago 7, 2007 Lo dice micce | Categoria: introspezione

Rimarrò per sempre una zitella acida.

Oppure devo trovare qualcuno che mi sottometta…
Oppure ho solamente una mente bacata…
Oppure sono semplicemente schizzofrenica…

Post riempitivo

ago 1, 2007 Lo dice micce | Categoria: introspezione

“Come fate a vivere così? Ogni sera qualcosa da fare, un posto dove andare, sempre così impegnati! Da noi non c’è niente da fare e si stà così bene!” tutti gli sorridono e continuano a chiaccherare come se niente fosse.

Io mi fermo a pensare che per noi, nati in mezzo al caos e che della confusione tanto ci lamentiamo, non ci rendiamo conto che non sapremmo assolutamente vivere diversamente. Correre è routine, la confusione è il nostro habitat, districarci dagli impegni una missione. Starcene a casa con le mani in mano è un po’ una tortura. Pensiamo che il riposo è necessario ma con la mente scorriamo le cose che avremmo potuto fare, le cose che dovremmo rimandare, il tempo da recuperare e l’ansia continua.

Il tempo libero si trasforma in un vago ricordo d’infanzia, non lo facciamo apposta, è il nostro naturale istinto di riempire il tempo e incastrare gli eventi, come si trattasse di un grande puzzle. A volte mi chiedo se è semplicemente paura del vuoto. Si perchè la tendenza a riempire “i vuoti” sembra ritornare non solo con il tempo, anche con il silenzio e tantissime altre cose, forse è una caratteristica umana. Ad esempio, nella parete vuota appenderemmo un quadro. Nel foglio bianco ci disegneremmo uno scarabocchio, nel prato vuoto pianteremmo un fiore, nel cuore vuoto vorremmo farci stare tante tante persone.

Excuse me but can I be you for a while?
My dog wont bite if you sit real still,
I got the anti-christ in the kitchen yellin at me again.
Yeah, I can hear that…

Ci sono un po’ di cosette che potrei raccontarvi, ma ci sono dei momenti in cui certe immagini e certe situazioni preferisco tenerle per me. Perchè sono troppo personali, delicate, perchè mi toccano troppo in profondità. Forse neanche riuscirei a trasformare alcuni pensieri in parole, in questo momento, non riesco a fermarli, a definirli. Sono sfuggenti e mutevoli. Non vorrei essere così, sentirmi sempre in bilico, insicura, ma penso faccia parte di me. Mi ci vuole tempo per valutare le cose.

I got something to say you know but nothing comes,
Yes I know what you think of me – you never shut up!
Yeah, I can hear that…

Sto aspettando un “Click“.

So you found a girl who thinks really deep thoughts,
Whats so amazing about really deep thoughts?
Boy you best pray that I bleed real soon…

Dalla cantina

giu 6, 2007 Lo dice micce | Categoria: introspezione

Mi va di rispolverarla…
“Le storie che non vivi rimangono nell’aria come farfalle al sole, ubriache di luce e tornano a volare appena tu le tocchi, ritornano nelle mani, ritornano negli occhi.”

Paranoie in ordine sparso

mag 11, 2007 Lo dice micce | Categoria: introspezione, pensieri

Perchè ultimamente mi chiamano Michelina anche se non sono piccola di statura?
Sarò mica ingrassata così tanto?
Perchè a giorni mi sveglio di malumore senza motivo, mi guardo allo specchio e mi sputo in un ecchio e altri giorni voglio bene a tutti, perfino a me stessa?
Perchè tutti vorrebbero essere diversi da quello che naturalmente sono?
Chi decide per noi?
Perchè la storia è un pendolo e la vita una linea?
E’ una linea che scende o sale?
Perchè non ho mai voglia di pulire il bagno anche se lo vorrei vedere pulito?
Perchè quando comperi qualcosa pochi giorni dopo ritrovi lo stesso oggetto ad un prezzo più vantaggioso?
Perchè ultimamente mi lascio prendere dall’ansia? Una volta ero più veloce…
Starò invecchiando?

Ma soprattutto perchè a volte decido di scrivere un post, ho già in mente il tema e alla fine scrivo tutt’altro? Questo post doveva parlare di manuali.

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