Questo pensiero è nato una sera in cui ho pensato con immenso amore a mio padre, non molto tempo fa. Nonostante ogni scusa sia buona per litigare, alzare la voce, sentirmi incompresa. Nonostante le porte sbattute, le lacrime, le cose non dette, la nostra scarsa attitudine alle coccole, lui è una delle poche certezze della mia vita. Il mio Uomo di riferimento, con la “U” appositamente maiuscola.
Provo per lui un enorme senso di riconoscenza per la generosità senza limiti che mi dimostra. L’amore forte e puro di un padre, che ho avuto la fortuna di conoscere ed avere sempre al mio fianco, in ogni momento della mia vita, per qualsiasi scelta io facessi, che lui lo sapesse oppure no. Il suo messaggio è sempre stato forte e chiaro: “Io sono qui”.

Ho avvertito una sensazione di una paura: la paura di perderlo. La consapevolezza che un amore così grande, come quello dei genitori, è unico e incommensurabile. Ho cominciato a pensare al futuro e chiedermi cosa farei senza di loro. E’ una di quelle domande che mi sono sempre fatta fin da piccola e le risposte, che non c’erano, mi hanno sempre mandato nel panico più totale. Mi sono chiesta se questo amore lo tramanderò ai miei figli o se sarà un sentimento ancora più forte, qualcosa che ora non posso neanche immaginare. Magari non avrò figli e non lo saprò mai…

Del principe azzurro che sto cercando non riesco a definire le caratteristiche ma desidero solamente che col tempo si ricrei questo amore a prova di bomba atomica. Avrò mica un obiettivo troppo alto? In fondo i miei sono persone semplici che bisticciano ogni giorno. Starò mica cercando qualcuno che assomigli a mio padre? No, penso di no, ma non ne sono sicura.
Forse quello che scrivo sono i fondamenti della psicologia (e non lo so) o più probabilmente sono solo cazzate.

Ho pensato alla fottuta paura di prendere delle responsabilità e di conseguenza alle cose belle che ci perdiamo. Perchè non siamo sicuri, siamo ancora troppo giovani, non vogliamo cadere in errore, non ci conosciamo abbastanza bene e siamo egoisti. Si, anch’io mi ritengo un’egoista, non mi va mai bene niente, mi dico che sto bene con me stessa ma forse lo faccio per consolarmi. E così mi son persa delle opportunità, ho guardato diversi treni passare, a volte pensando “perfortuna” altre volte “purtroppo”.
Ma un treno perso rimane un treno perso, non puoi cambiare il destino, aspetti ancora alla stazione. Quello che mi rattrista è il pensiero che la voglia di libertà di oggi si possa trasformare in arida solitudine domani. Scusate la brutalità, ma questa volta ho deciso di non autocensurarmi.

Non parlo di chi non è innamorato. Costui deve ancora trovare la persona giusta. Io sono innamorata? Qui ci potrei aprire un’altra enorme parentesi. Purtroppo nonostante la “crisi delle trentenni” anticipata ancora non riesco a decifrare i miei sentimenti, ed è questa forse la questione che mi tormenta di più. Perchè mi sento così confusa? Devo pubblicare questo post oppure no? In fondo alla fine basta solo premere quel tasto…. Si, questo.