the pink side of life / 100% fuffa blog
Questo pensiero è nato una sera in cui ho pensato con immenso amore a mio padre, non molto tempo fa. Nonostante ogni scusa sia buona per litigare, alzare la voce, sentirmi incompresa. Nonostante le porte sbattute, le lacrime, le cose non dette, la nostra scarsa attitudine alle coccole, lui è una delle poche certezze della mia vita. Il mio Uomo di riferimento, con la “U” appositamente maiuscola.
Provo per lui un enorme senso di riconoscenza per la generosità senza limiti che mi dimostra. L’amore forte e puro di un padre, che ho avuto la fortuna di conoscere ed avere sempre al mio fianco, in ogni momento della mia vita, per qualsiasi scelta io facessi, che lui lo sapesse oppure no. Il suo messaggio è sempre stato forte e chiaro: “Io sono qui”.
Ho avvertito una sensazione di una paura: la paura di perderlo. La consapevolezza che un amore così grande, come quello dei genitori, è unico e incommensurabile. Ho cominciato a pensare al futuro e chiedermi cosa farei senza di loro. E’ una di quelle domande che mi sono sempre fatta fin da piccola e le risposte, che non c’erano, mi hanno sempre mandato nel panico più totale. Mi sono chiesta se questo amore lo tramanderò ai miei figli o se sarà un sentimento ancora più forte, qualcosa che ora non posso neanche immaginare. Magari non avrò figli e non lo saprò mai…
Del principe azzurro che sto cercando non riesco a definire le caratteristiche ma desidero solamente che col tempo si ricrei questo amore a prova di bomba atomica. Avrò mica un obiettivo troppo alto? In fondo i miei sono persone semplici che bisticciano ogni giorno. Starò mica cercando qualcuno che assomigli a mio padre? No, penso di no, ma non ne sono sicura.
Forse quello che scrivo sono i fondamenti della psicologia (e non lo so) o più probabilmente sono solo cazzate.
Ho pensato alla fottuta paura di prendere delle responsabilità e di conseguenza alle cose belle che ci perdiamo. Perchè non siamo sicuri, siamo ancora troppo giovani, non vogliamo cadere in errore, non ci conosciamo abbastanza bene e siamo egoisti. Si, anch’io mi ritengo un’egoista, non mi va mai bene niente, mi dico che sto bene con me stessa ma forse lo faccio per consolarmi. E così mi son persa delle opportunità, ho guardato diversi treni passare, a volte pensando “perfortuna” altre volte “purtroppo”.
Ma un treno perso rimane un treno perso, non puoi cambiare il destino, aspetti ancora alla stazione. Quello che mi rattrista è il pensiero che la voglia di libertà di oggi si possa trasformare in arida solitudine domani. Scusate la brutalità, ma questa volta ho deciso di non autocensurarmi.
Non parlo di chi non è innamorato. Costui deve ancora trovare la persona giusta. Io sono innamorata? Qui ci potrei aprire un’altra enorme parentesi. Purtroppo nonostante la “crisi delle trentenni” anticipata ancora non riesco a decifrare i miei sentimenti, ed è questa forse la questione che mi tormenta di più. Perchè mi sento così confusa? Devo pubblicare questo post oppure no? In fondo alla fine basta solo premere quel tasto…. Si, questo.
8 Responses for "Amore ed egoismo"
In alcuni momenti mi coglie la stessa paura che descrivi nella prima parte, soprattutto perchè vivo la maggior parte dell’anno lontano da loro e automaticamente, ogni volta che parto per tornare a Roma, la città dove vivo, mi colgono questi strani pensieri.
Per quanto riguarda i sentimenti..mm..non posso consigliare nulla di rilevante visto che sto cercando di congelarli per un po’ nella mia vita.
Come ti capisco. E’ bellissimo questo blog.
JS
mi hai fatto venire la pelle d’oca…la riflessione è molto profonda…ti 6 guardata negli abissi interni…per salire è necessario essere scesi…adesso puoi…
“Io sono qui” e ti …
Stai sicuramente cercando qualcuno che somigli a tuo papà!! Solo che non ti vedo molto nella parte della moglie paziente
eehh i genitori.. più si cresce e più ci si accorge quanto sono e son stati preziosi, pazienti, costanti..
ho letto il tuo vecchio post “sardegna” e ho pensato alla vacanza che anch io ho passato in quella regione, in moto poi ti rendi conto ancor di più quant è diversa da un posto all altro, la costa verde (sud-ovest) mi è restata nel cuore e mi ha fatto pensare al rapporto che esiste fra luogo e sentimenti: secondo me qui c’è troppo cemento.. ma anche nell arido può nascere un fiore come piu o meno recitavi te in un post precedente..
veniamo al dunque, esci con me una sera?
ciao
Ivano
leggo, as usual, il tuo post a distanza di gg. i pensieri a volte portano veramente lontano, nel tempo (PASSATO E FUTURO), e nello spazio (la profondità che cela il mistero che sei tu). Mi è piaciuto molto e ti dico xké: xkè, diversamente da te ma collegato a te, io vorrei un giorno poter aver fatto ciò che ha fatto mio padre, ovvero lavorato a lungo, per una famiglia creata con la donna giusta al fianco, con i figli, e cercando di affrontare le difficoltà della vita, con coraggio, ma non da solo, in famiglia. Perché tuo padre è come dici anche grazie a tua madre, e in parte anche grazie a te e tuo fratello.
L’amore non capita. L’amore è un lavoro, che richiede impegno, è costruire giorno x giorno. Nell’amore costruisci una vita. La tua. Questa tua non voglio vederla come una fase di impasse, ma come la preparazione dell’inizio.
ti abbraccio.
La confusione è positiva: anche quando sei innamorata e hai già scelto il compagno della tua vita.
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