Settimana impegnativa per la signorina Micce. Restando per alcuni giorni distaccata dalla cronaca nazionale ho saputo solo oggi che il governo vuole riformare le regole sull’editoria in rete.
Cosa comporterà? Per farla breve, chi segue attività editoriali in rete (quindi parliamo di siti o blog informativi) dovrà confrontarsi con nuove regole a cui sottostare, burocrazia, spese impreviste ed eventuali sanzioni penali.
Inoltre, se il decreto passerà, per pubblicare testi in rete, gli autori saranno tenuti ad iscriversi al ROC: uno speciale registro custodito dall’Autorità per le Comunicazioni, operazione che richiederà il pagamento del bollo. Il bollo? Ma almeno c’è un catalogo premi con la raccolta bolli? Non so voi, ma la cosa mi irrita un tantino.
La Repubblica lo spiega in modo leggermente più esaustivo.

La prima cosa che ho pensato è che vogliano mettere i bastoni tra le ruote a Beppe Grillo, visto il potere consolidato della sua campagna di informazione via web contro i politici.
“Noi piccoli blog di periferia possiamo dormir tranquilli” penserete voi…
Beh, certo, se non vi interessa la libertà di comunicazione!
Controllare proprio tutti diventerebbe un’impresa ardua, ci vorrebbero investigatori impegnati giorno e notte, anche perchè di offese sparse nei server nazionali e non, soprattutto verso il portatore nano di democrazia e il compare “mortadella”, certo non ne mancano!

Faccio parte di quelli che amano internet perchè più degli altri mezzi di comunicazione mi da un senso di libertà, (oltre al pane quotidiano). Siamo noi che dobbiamo decidere se dare più o meno autorità alle varie fonti di informazione. Le persone intelligenti sanno orientarsi nel marasma di notizie, feed, bufale, fuffa, commenti, opinioni, flame e quant’altro.
Insomma, contro i blog ed i blogger ci sarebbe tanto da dire, ed infatti la rete pullula di discussioni, ma a noi i blog piacciono così come sono: LIBERI DI ESPRIMERSI!