pink & geek
Il volto del mio nonno è segnato da tante tante linee. Ha la pelle olivastra e gli occhi che scrutano l’orizzonte. Spesso si siede in una seggiola di fianco al portone d’entrata e dal portico di casa nostra, sta delle ore ad osservare le automobili che passano nella vicina strada che taglia la campagna e arriva in paese. A volte mi sembra che aspetti qualcuno oppure qualcosa da raccontare. Io invece, quando ho voglia di ascoltare storie incredibili mi siedo semplicemente accanto a lui e lo distraggo facendogli mille domande. “Dai nonno, racconta! Com’era questa casa quando eri piccolo? E’ vero che qui vicino c’era un fiume pieno di pescatori e che i bambini potevano farci il bagno senza prendere le malattie?” Lui mi guarda e sorride. “Sono nato fortunato” dice sempre… “Anche se non avevo una lira in tasca ai miei tempi bastava così poco per essere felici: bastava una bicicletta ed una canna da pesca. Poi con i pochi soldi che guadagnavo vendendo il pesce mi fermavo a comprare dei dolcetti di crema pasticcera e frutta fresca. Mica quella frutta plasticosa e zuccherata che compera tua mamma… Era frutta che coltivavano i contadini del paese. Quando tornavo a casa la mamma usciva dalla cucina e mi rincorreva per il cortile con la scopa in mano. Dove sei stato tutto il pomeriggio? Urlava. Adesso le prendi! Mi diceva. Così risalivo in bici e mi nascondevo tra i vigneti finchè non si calmava. In fondo era bello girovagare tra i campi, respirare l’aria fresca, ritrovarsi con gli amici e fare il bagno al fiume. All’epoca si poteva fare il bagno tranquillamente, era pulito, e poi non c’erano quegli altissimi argini di cemento e neanche quelle strade che ora lo fiancheggiano. Non c’erano neppure quegli enormi pilastri che sostengono la superstrada laggiù, quella è stata costruita una decina di anni fa per smaltire il traffico dell’autostrada. Lì sotto una volta si coltivava il granoturco…
Volevo scrivere un post di fantasia, ed invece ne è uscito un pezzettino di storia dove probabilmente molti di noi si potrebbero riconoscere. A volte mi chiedo che cosa racconteremo ai nostri nipoti e se anche noi avremo la fortuna di sederci nella seggiola ripensando al passato, scrutando l’orizzonte.
8 Responses for "Un vecchio e un bambino"
Spesso mi domando perché siamo andati a finire alla situazione che abbiamo, visto quello che esisteva una volta!
Purtroppo presto ci dimenticheremo di tutto quello che ci siamo persi nel passato.
sono spesso le cose che mi racconta la mia unica nonna…e lo fà con quegli occhi pensanti,malinconici,lucidi quasi..prima tutto era più semplice,non si badava a troppe cose,,,ora il progresso,il consumismo la fanno da padrone,quoto Ponza in quanto tra non molto ci dimenticheremo di quello che avevamo ed i nostri nonni con i loro ricordi , con i loro racconti ,ci fanno da memoria storica…spero di poter raccontare ai miei nipoti quanto di più bello invece possiamo vivere nella nostra epoca…bel racconto..
Se andiamo avanti così più di chiedersi cosa racconteremo ai nostri nipoti chiediamoci se ci saranno ancora tante generazioni. Mi pare il mondo stia dando segni inequivocabili di ’sofferenza’…
Non ho più nonni, ma ricordo che il “si stava meglio quand’ero giovane io” (oddio… il nonno era partigiano…) non lo si sentiva parecchio, mentre forse i nostri nipoti lo sentiranno più spesso.
E poi io ho già cominciato con i ricordi. anzi, non ho mai smesso. Ma mai-mai!
Speriamo ..
Mi hai fatto vivere ciò che leggevo…
Che belli i ricordi dei nostri nonni….
Bellissimo post.
Complimenti!
M
Hi…I Googled for scopa, but found your page about vecchio e un bambino – micce…and have to say thanks. nice read.
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