the pink side of life / 100% fuffa blog
Ve l’avevo promesso, ecco qui, per l’insaziabile blogosfera il mio piccolo resoconto del WordCamp.
Ammetto fin da subito di non essere partita lanciatissima, anzi, ero un po’ preoccupata di ritrovare un clima che mi rimandasse con la mente in ufficio, alla montagna di lavoro che devo fare… e poi Milano mi da sempre quell’idea di metropoli che mi soffoca, anche se in più occasioni ho avuto modo di viverla in modo piacevole.
Ecco perchè mi sono svegliata e sono partita da Treviso con calma, scusandomi con Stefigno per il mio ritardo.
Lui gentilissimo non me l’ha fatto pesare (ormai a forza di sopportarmi gli è spuntato un grattacielo di aureole in testa). Con lui fortunatamente c’era Chiara che ci ha portati dritti dritti di fronte alla Triennale.
Le prime persone che ho incrociato sono state JJflash e xlthlx, mentre le conferenze pomeridiane stavano iniziando.
Ho cercato di seguire Davide Salerno e i suoi consigli per creare un’image gallery in wordpress ma continuo a pensare che per certe cose bisogna mettersi a smanettare in internet, avere il tempo di leggere e capire e soprattutto copiare e incollare. Di sicuro con un paio di microfoni forse queste non-conferenze avrebbero avuto maggior successo.
La parte più bella dei Camp è conoscere i blogger, associare i volti agli avatar e fare due chiacchere.
Ad esempio 4everyoung per me è sempre stato “il pinguino”, ora invece ho scoperto in lui un potenziale guru tecnologico.
Tra la folla ho riconosciuto Julius, che ha un blog bellissimo, pieno di tutorial interessanti, ho approfittato del momento per complimentarmi subito con lui. Ho visto fin da subito i bei sorrisi di Remyna, Ninna_r e Marilù, e poi ho avuto il pacere di conoscere la famosa blogstar (che non sa di esserlo), non chè bravissima fotografa Teiluj. C’erano tanta altra gente che non mi metterò qui ad elencare, perchè mi sono già stufata di mettere link. Comunque sappiate che per farmi muovere ancora l’unica soluzione sarà quella di organizzare uno SpritzCamp!
Ah quasi dimenticavo! Una tirata d’orecchie a Giovy che ha pensato di scappare proprio quando sono arrivata io!
…che nel blog non posso mica scriverci proprio tutto tutto tutto!
Però dovrei dedicare almeno due righe al WordCamp.
Aspetto l’ispirazione.
Questo pensiero è nato una sera in cui ho pensato con immenso amore a mio padre, non molto tempo fa. Nonostante ogni scusa sia buona per litigare, alzare la voce, sentirmi incompresa. Nonostante le porte sbattute, le lacrime, le cose non dette, la nostra scarsa attitudine alle coccole, lui è una delle poche certezze della mia vita. Il mio Uomo di riferimento, con la “U” appositamente maiuscola.
Provo per lui un enorme senso di riconoscenza per la generosità senza limiti che mi dimostra. L’amore forte e puro di un padre, che ho avuto la fortuna di conoscere ed avere sempre al mio fianco, in ogni momento della mia vita, per qualsiasi scelta io facessi, che lui lo sapesse oppure no. Il suo messaggio è sempre stato forte e chiaro: “Io sono qui”.
Ho avvertito una sensazione di una paura: la paura di perderlo. La consapevolezza che un amore così grande, come quello dei genitori, è unico e incommensurabile. Ho cominciato a pensare al futuro e chiedermi cosa farei senza di loro. E’ una di quelle domande che mi sono sempre fatta fin da piccola e le risposte, che non c’erano, mi hanno sempre mandato nel panico più totale. Mi sono chiesta se questo amore lo tramanderò ai miei figli o se sarà un sentimento ancora più forte, qualcosa che ora non posso neanche immaginare. Magari non avrò figli e non lo saprò mai…
Del principe azzurro che sto cercando non riesco a definire le caratteristiche ma desidero solamente che col tempo si ricrei questo amore a prova di bomba atomica. Avrò mica un obiettivo troppo alto? In fondo i miei sono persone semplici che bisticciano ogni giorno. Starò mica cercando qualcuno che assomigli a mio padre? No, penso di no, ma non ne sono sicura.
Forse quello che scrivo sono i fondamenti della psicologia (e non lo so) o più probabilmente sono solo cazzate.
Ho pensato alla fottuta paura di prendere delle responsabilità e di conseguenza alle cose belle che ci perdiamo. Perchè non siamo sicuri, siamo ancora troppo giovani, non vogliamo cadere in errore, non ci conosciamo abbastanza bene e siamo egoisti. Si, anch’io mi ritengo un’egoista, non mi va mai bene niente, mi dico che sto bene con me stessa ma forse lo faccio per consolarmi. E così mi son persa delle opportunità, ho guardato diversi treni passare, a volte pensando “perfortuna” altre volte “purtroppo”.
Ma un treno perso rimane un treno perso, non puoi cambiare il destino, aspetti ancora alla stazione. Quello che mi rattrista è il pensiero che la voglia di libertà di oggi si possa trasformare in arida solitudine domani. Scusate la brutalità, ma questa volta ho deciso di non autocensurarmi.
Non parlo di chi non è innamorato. Costui deve ancora trovare la persona giusta. Io sono innamorata? Qui ci potrei aprire un’altra enorme parentesi. Purtroppo nonostante la “crisi delle trentenni” anticipata ancora non riesco a decifrare i miei sentimenti, ed è questa forse la questione che mi tormenta di più. Perchè mi sento così confusa? Devo pubblicare questo post oppure no? In fondo alla fine basta solo premere quel tasto…. Si, questo.
Uno dei pericoli quando hai la tivvù accesa su “Porta a porta” (e non lo stai seguendo) è che qualcuno possa suonare al campanello di casa tua, mentre tu fregandotene altamente, continui a fare i cazzi tuoi. Ovviamente al terzo “dlin dlon” cominci a chiederti se davvero Vespa ha tutti questi ospiti o se forse è il caso di guardare dallo spioncino del portone. Ecco, io ieri sera aprendo la porta alla mia vicina di casa, sono scoppiata a riderle in faccia. Ho tentato di spiegarle… ma lei continuava a guardarmi come se fossi una psicopatica.
Il “momento votazione” di domenica 13 aprile, per Micce, si sarebbe dovuto svolgere dalle ore 17.00 alle ore 17.30 al massimo. Purtroppo non ho calcolato la possibilità di smarrire la tessera elettorale, il che ha comportato uno svuotamento di cassetti e controllo minuzioso di documenti e cartacce dalle ore 17.00 alle ore 18.00 e oltre.
Alla fine mi sono rassegnata e per pigrizia non sarei neanche più andata a votare, anche se un po’ mi rodeva.
Fortunatamente stamattina il mio capo mi ha fatto cambiare idea: “Vai subito in comune e fatti rifare la tessera! Compi il tuo dovere! Lo sanno tutti che basta andare all’ufficio elettorale, l’hanno detto in tutti i tiggì e alla radio. Vai! Vai! Vaaaaaaiiiiiiiiii!”
Fu così che segnai le mie crocette.
Speriamo servino a qualcosa.
Ma secondo voi, se il mio voto fosse stato segreto, il capo avrebbe insistito così tanto?
Vi è mai capitato, chattando, di aver bisogno di una faccina che esprima il vostro stato d’animo e non trovarla? A me capita spesso.
Oggi ad esempio mi sono chiesta perchè non c’è l’emoticon che si conficca il pugnale nel cuore e poi rantola a terra.
Mi son dovuta accontentare della faccina che vomita.
…a me!
Sono ventotto.
Nient’altro da dichiarare.
Nessuno ci sperava più, neppure io.
Nessuno ci ha voluto credere…
finchè non l’hanno visto con i loro occhi e toccato con mano.
La leggenda che definisce i Nokia dei “telefoni indistruttibili” vince sulla scienza.
Il mio telefonetto è resuscitato oggi.
Ed è pulito dentro e bello fuori.
Driiiiiiiiiin.
La scorsa settimana resterà alla storia come la più sfigata in ambito di tecnologia, visto che il mio nuovo telefonetto per festeggiare l’arrivo della primavera ha deciso di farsi una bella nuotata in una vaschetta di acqua tiepida e sapone. Mi è scivolato dalla tasca mentre stavo lavando la macchina, operazione che svolgo raramente senza troppi danni; di solito l’unico guaio è che mi lavo dalla testa ai piedi, stavolta invece la sbadataggine mi è costata un po’ più cara. Durata telefonetto: una settimana.
Ecco perchè non posso investire nel cellulare… avete qualche consiglio?
Per quanto riguarda il mio amato piccì dell’ufficio tutto si è più o meno risolto. Windows XP era completamente andato in tilt mentre l’hard disk con i dati è salvo. Il tecnico mi ha aggiunto ancora ram ed un masterizzatore dvd. I miei boss mi hanno chiesto se volevo cambiare computer ed ho risposto che sarei passata volentieri a Mac. Mi hanno guardata come se avesso contratto una nuova malattia, ma alla fine sulla mia scrivania c’è il mio affezionato rottamaccio re-styled ed al suo fianco un affascinante iMac. Ora dovrò decidere in fretta…
Stanotte vi scrivo qualcosa di getto e senza rileggere troppo perchè ho bisogno di dormire. Volevo prima di tutto scusarmi per non essere passata a farvi gli auguri di Buona Pasqua. Per mia fortuna sono riuscita a distaccarmi un po’ dal mondo informatico per godermi gli amici, i familiari, la pioggia, la casa, le lasagne imperiali di zia e l’uovo di pasqua. Quanto ho mangiato in questi giorni! Perfino la scampagnata di pasquetta, causa maltempo, quest’anno si è trasformata in un mega pranzo che non finiva più. No ragazzi, la dieta non so cosa sia, piano piano smaltirò tutto!
Ed oggi son tornata in ufficio, un po’ sovrappensiero ed in ritardo come sempre ma con tante cose da fare. Purtroppo il mio pc non era d’accordo. A mezzogiorno, causa black-out, o forse vecchiaia o mancanza d’affetto non voleva proprio ripartire. Il tecnico oggi mi ha confessato di non credere molto nella sua resurrezione pasquale, ma io credo nel mistero della reincarnazione, ecco perchè non ho fatto il back-up degli ultimi lavori. Solo domani saprò se la mia fede sarà premiata. Amen.
Non so come definirlo questo sentimento che nasce come un piccolo germoglio nascosto tra le rocce, si alimenta con poca acqua, poca luce e poco ossigeno, ma cresce ogni giorno di più e diventa ogni giorno più grande, più forte, più bello e resiste al vento, e resiste alla siccità.
E chi passa si gira a guardarlo, chiedendosi come ha fatto a crescere lì, in quelle poche briciole di terra, dove nessuno avrebbe immaginato, in alto, dove le mani dell’uomo non possono estirparlo. Ma ancora non so che fiore sboccerà. Forse una timida margherita, magari un soffione che presto volerà via o una rosellina o un geranio. La verità è che non sono esperta di fiori, tantomeno di quelli che crescono tra le rocce, so solo che hanno un fascino particolare, il fascino di un miracolo.